Luigi Carlon e Il saluto dell’amico lontano

350 opere dislocate in 18 stanze tematiche nel piano nobile di un bellissimo palazzo del ‘600. Il panorama veronese e nazionale si arricchiscono di Palazzo Maffei, la casa-museo che aprirà il prossimo 15 febbraio nella città di Verona. Anima di questa importante operazione è Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro, imprenditore e collezionista veronese, con allestimento dello studio Baldessari e Baldessari e da un’idea museografica di Gabriella Belli.

«La passione per l’arte è stata una cosa naturale. Il piacere del bello mi ha sempre spinto verso questo mondo. La mia prima opera importante è stata Il saluto dell’amico lontano, un De Chirico del 1916. Qualcuno di voi forse la ricorderà per averla vista recentemente a Palazzo Reale a Milano, nella mostra “de Chirico” a cura di Luca Massimo Barbero, ma ha girato in vari musei del mondo. Mi ha fin da subito affascinato. Sono da sempre un grande amante della Metafisica. Poi ho cominciato a comprare opere e ad accrescere la collezione, inizialmente a partire dall’arte moderna, poi ho allargato il mio interesse anche all’arte antica. Ad influenzarmi c’erano anche i luoghi in cui vivevo. Mi sono appassionato anche di mobili antichi, e allo stesso tempo, di arredamento Bauhaus. La mia collezione conta oggi opere dai fondi d’oro al contemporaneo, in un percorso storico-culturale che attraversa i generi, le epoche e le tecniche. Il mio Palazzo Maffei è la casa di un collezionista che ha saputo spaziare in modo eclettico e che ancora oggi non ha abbandonato questo modo di agire».

Qui l’intervista di Artribune a Luigi Carlon.

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