ME TIME – UNA STANZA TUTTA PER SÈ

Liberamente ispirato a “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf
Prodotto dal Teatro Stabile di Verona

coreografa e danzatrice: Camilla Monga
paesaggi sonori: Federica Furlani

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24, 25 febbraio
9, 10, 23, 24 marzo
ore 11.00

 13, 14 aprile
ore 15.00

Info e prevendite:

intero 15 € + 1,5 € prevendita

ridotto 10 € + 1 € prevendita (Over65, Under26, Members Palazzo Maffei Casa Museo – Abbonati Teatro Nuovo)

ridotto ESU 3 € (in vendita solo presso la biglietteria del Teatro Nuovo)

Il biglietto della performance dà diritto alla visita anche del primo piano del Museo

Capienza limitata

Consigliamo l’acquisto in prevendita presso:

Biglietteria del Teatro Nuovo dal lunedì al sabato 15.30/19.30 Teatro Nuovo Piazza Viviani 10 0458006100

Box Office dal lunedì al venerdì 9.30 / 12.30 e 15.30 / 19 – Via Pallone 16, Verona 045 8011154

on line https://www.boxol.it/boxofficelive/it

Le mattine di spettacolo, previa disponibilità, sarà possibile acquistare i biglietti direttamente presso Palazzo Maffei Casa Museo

ME TIME – UNA STANZA TUTTA PER SÉ

Musica e danza immergono lo spettatore in un’atmosfera sonora e visiva che lo conduce a muoversi tra le stanze del secondo piano di Palazzo Maffei Casa Museo come in un paesaggio, arrivando a percepire in senso personale continui cambiamenti che si avvicendano a seconda delle diverse sonorità.

L’ascolto della musica tramite il sistema Silent Play – apposite cuffie consegnate con il rispetto delle normative Anti Covid – alimenta un contatto esclusivo con ciascun visitatore all’interno di ogni stanza.

ME TIME si trasforma in un viaggio sonoro in dialogo con i pezzi della collezione e le azioni coreografiche.

Camilla Monga, riconosciuta come una delle più interessanti coreografe della sua generazione sulla scena contemporanea, (sue coreografie spesso in dialogo con l’arte contemporanea, sono state eseguite anche al Mart di Rovereto, alla Biennale di Venezia, al Museo d’Arte Moderna di Mosca, alla Triennale di Milano) esegue le sue creazioni in piccoli spazi e in dialogo con le opere esposte, basandosi su una conformazione geometrica che permette una serie di variazioni a seconda della posizione di chi guarda. Ogni coreografia è accompagnata dai “paesaggi sonori” di Federica Furlani, compositrice e musicista che collabora da diversi anni anche con grandi registi italiani come Carmelo Rifici e Antonio Latella.

La ricerca musicale di Federica Furlani prende ispirazione dalle riflessioni dal primo e grande compositore ambientalista Raymond Murray Schafer e Brian Eno. In particolare interpreta il “terzo paesaggio sonoro” definito come il paesaggio caratteristico di un ambiente o di una comunità. Sono suoni unici al mondo, che hanno un grande valore: rappresentano il patrimonio sonoro dei luoghi in cui viviamo e ci aiutano a riscoprire identità diverse che continuano a mutare così come muta la natura che ci circonda in un viaggio che sembra non avere mai una fine.

Le sale “a tema” che connotano il secondo piano della Casa Museo vengono dunque attraversate da diverse sonorità, base drammaturgica per una perlustrazione del tempo, trasmettendo un’idea di come l’identità dell’uomo sia legata alla natura nel passato, nel presente e nel futuro.